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lunedì 9 ottobre 2023

Il mio intervento alla nuova assemblea del PD Forlivese

Un riassunto del mio intervento alla prima assemblea del PD Forlivese dopo il congresso che ha eletto Gessica Allegni Segretaria.

Grazie a tutti coloro che hanno accettato di far parte dell’assemblea di questo partito di fronte ad un anno così complesso. Nel PD forlivese c’è una comunità rinnovata, che siamo noi.

mercoledì 20 settembre 2023

Mattarella mostra vicinanza mentre la Lega banalizza i nuovi allagamenti

Dalla stampa locale

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“La visita del Presidente della Repubblica a Forlì, dove è stato accolto con grande entusiasmo dagli studenti delle scuole di tutt’Italia con i quali ha dialogato, è stata anche l’occasione per incontrare una delegazione dei comitati dei cittadini alluvionati, per ascoltare le loro istanze e rassicurarli sulla sua costante attenzione al territorio. In queste stesse ore, a fronte del messaggio di vicinanza e della presenza del Capo dello Stato tra la gente, tra le persone colpite dal dramma che ha sconvolto la nostra città e la nostra terra, su quello stesso dramma continuiamo ad assistere ad un inaccettabile scaricabarile, nel tentativo maldestro di difendere l’indifendibile, negando la realtà dei fatti, ovvero la latitanza del Comune nella gestione del post alluvione".

venerdì 9 giugno 2023

Le 5 fasi dell'alluvione

Attesa, isolamento, furia, accettazione, rinascita. Le cinque fasi che si sono susseguite nell'alluvione romagnola.

L'attesa

Un giorno lavorativo come un altro, sotto la pioggia. Un'allerta rossa come un'altra della protezione civile, qualcuno diceva, non succederà niente. Le prime avvisaglie che non sarebbe stato così sono arrivate con gli impauriti messaggi del Sindaco, che preannunciavano l'apocalisse.

Le persone delle case più vicine ai fiumi cercavano sacchi di sabbia, non si sapeva bene dove trovarli. Alla protezione civile di via Cadore non venivano distribuiti, "si è rotta la macchina per farli" ci hanno detto e noi non eravamo coperti dall'assicurazione, quindi non potevamo assolutamente farceli da soli. Ai Romiti invece il Quartiere si era fatto portare un camion di sabbia e una calca di cittadini, più ordinata di quello che sarebbe stata se avessero conosciuto gli esiti dell'alluvione, riempiva i sacchi in mezzo ad un via vai di auto e furgoni. Se quello era il buongiorno, qualcosa dovevamo capire.

domenica 2 aprile 2023

A Fragheto non c'è l'ANPI

Nel mio quartiere, più precisamente nel parcheggio della palestra Buscherini, c'è una piccola lapide commemorativa di due ragazzi morti nel 1944 a Fragheto, una piccola frazione del comune di Casteldelci.

Io e Giorgio sotto alla targa che ricorda che qui è stata combattuta la battaglia di calanco. In mano la bandiera dell'ANPI Ospedaletto - Sezione Gramellini

giovedì 16 marzo 2023

La filiazione ai giorni nostri

La cosa tremenda di questa discussione sulla filiazione (a mio avviso un termine orrendo, ma va bene) è che ci si concentra sul figlio di omosessuali, figlio di immigrati, figlio di clandestini...Anziché sul figlio, che ha avuto la sola "colpa" di nascere.


Quello di aver scelto di nascere nell'utero sbagliato è un peccato evidentemente troppo grave da tollerare. Ghettizzato ancora prima di vedere la luce, questo bambino crescerà sicuramente con un grande spirito comunitario.

Tanto più che il regolamento europeo avrebbe come obiettivo quello di creare un documento unico che certifichi la genitorialità, non solo per i figli non biologici, ma per tutti i bambini nati in Europa e che eventualmente si sono trasferiti da un paese all'altro. In pratica, banalmente, i genitori riconosciuti da uno stato dell’Unione sarebbero riconosciuti anche da tutti gli altri attraverso lo stesso documento.

La destra italiana si oppone e lo fa per tenere banco nella discussione politica con una sua bandiera storica, quella della ideale difesa della famiglia. Bandiera tenuta ancora una volta in piedi sulla pelle di quei bambini che evidentemente una famiglia non se la sono meritata.

Leggo a proposito un articolo di Avvenire, critico riguardo a questa proposta europea, che dopo una analisi puramente giuridica si conclude così:

"Ed è per questo che il “certificato europeo di filiazione”, a prima vista ispirato dalle migliori intenzioni, rischia di diventare un grimaldello per scardinare il diritto nazionale. E consentire la nascita di bimbi senza una mamma e un papà. Con “due mamme” o “due papà”. Non certo il loro “miglior interesse”."

Mi spiace contraddire Avvenire ma i bimbi sarebbero nati comunque, e se in un altro stato hanno due genitori di qualsiasi sesso, non si capisce davvero quale vantaggio logico, pratico o morale darebbe privarli legalmente di un genitore quando si trasferiscono in Italia. Ma ciò che mi colpisce di più di questi ragionamenti è l'approccio fortemente giuridico/scientifico, la mancanza di uno sguardo umano sul bambino.

Ci sono cose più importanti di cui parlare, dicono. Lo dicono loro, quelli che non sono mai stati discriminati, perché sono piuttosto sicuro che per i discriminati questa sia una preoccupazione piuttosto importante, e pensare che uno stato debba tollerare e mettere in secondo piano tutto questo solo perché colpisce una minoranza, da la misura di quanto questa destra sia lontana dal rispetto dell'umano.

Per l'attuale governo Italiano alla fine dei conti se sei stato cresciuto da una coppia omogenitoriale, fatti tuoi, ti tieni un genitore solo. Così la prossima volta ci pensi meglio a dove nascere.

domenica 12 marzo 2023

L'assemblea del siamo vivi

Ho trovato Elly Schlein molto poco a suo agio nella prima parte del suo discorso all'assemblea da segretaria del Partito Democratico. I ringraziamenti a tappeto alle persone e alla comunità di cui lei fino a poco fa non faceva parte erano evidentemente dovuti, più che sentiti, davanti ad una platea che in maggioranza non l'ha votata alle primarie, vista la presenza di tanti membri di diritto che si sono dichiarati nei mesi scorsi a sostegno di Bonaccini.


E da un lato ciò mi conforta perché Schlein sembra essere una persona alla quale si legge in faccia uno sforzo mentre dice ciò che non gli appartiene, caratteristica che si presenta spesso nelle persone che non mentono.

lunedì 28 gennaio 2013

Memoria, non solo dell'olocausto...

Sarebbe facile parlare di Matteotti, ma tante strumentalizzazioni sono state fatte e qualcuno potrebbe addirittura arrivare a contestare la veridicità e le responsabilità dell'accaduto. Quindi racconto una storia di nicchia, ricordatami da una recente trasferta...

Nel teatro della parrocchia di Argenta, nella pianura ferrarese, viene organizzata una conferenza per presentare e spiegare alla gente che cos'è lo scoutismo. I primi gruppi scout stanno nascendo in Italia, e uno dei primi a fondarne uno è Don Emilio Faggioli, che 6 anni fa ha fondato il gruppo Bologna I.

E' proprio don Emilio, invitato da Don Giovanni parroco di Argenta, il relatore di questa conferenza. Il suo intento è quello di spiegare i valori dello scoutismo, movimento ancora sconosciuto ai più. Sta tentando di spiegare come dentro a questa attività crescono valori educativi della mente e del corpo, formativi della persona nella vita reale e chiaramente, dal punto di vista di parroco qual'è, anche dell'anima.


E' l'8 luglio 1923, non sono bei tempi per fondare un nuovo movimento, non è un bel momento per voler educare ragazzi alla propria maniera, e il discorso non prosegue liscio come ci si può aspettare da una innocua congregazione parrocchiale. Il segretario del partito nazionale fascista di Argenta non ci mise molto a contestare l'operato di don Emilio, urlando dalla platea il suo disappunto. Ancor più la sua ira iniziò ad abbattersi sul parroco di Argenta, che tanto si dava da fare per lo sviluppo di queste attività giovanili.

Purtroppo in questo stesso anno nasce un nuovo martire. A poche settimane di distanza dalla conferenza, il 23 agosto, il parroco di Argenta Don Giovanni Minzoni diventa l'ennesima vittima del regime. Una bastonata in testa per chiudere un fastidioso dialogo.

Oggi ad Argenta sorge un impianto sportivo a sua nome, dove ogni giorno uomini e ragazzi di ogni età passano per scegliere liberamente la passione sportiva che vogliono coltivare.

E chissà quanti altri casi ci sono stati lungo la penisola, quanti corpi sono crollati sotto i colpi dello stesso bastone. Oggi non dobbiamo cadere nell'errore di lasciare al fascio la sola colpa delle leggi razziali, è proprio oggi che non dobbiamo dimenticarci di tutte queste storie di oppressione che toglievano all'uomo il dono della libertà.

sabato 20 ottobre 2012

Il ciclismo di Fiorenzo

Il ciclismo è sport di sacrificio. Non c'è doping che tenga, in ogni caso gli ultimi metri della scalata sono durissimi e ciò che ti fa arrivare in fondo è la costanza, la voglia di vincere una sfida contro se stessi, lo spirito di abnegazione.

Ed è forse per questo che nel dopo guerra questo sport spopola per le strade, diventando probabilmente il secondo sport più seguito dagli italiani. Era un'Italia diversa, nel quale i valori del ciclismo corrispondevano a quelli della gente. Erano anni di sacrificio, ed erano gli anni in cui il nostro paese risorgeva dalle ceneri di una guerra nefasta.

Ad oggi ci farebbe bene rivedere qualche immagine dei nostri nonni, o bisnonni. Di come vivevano e di come si guadagnavano il pane. E poi ci farebbe bene vedere qualche foto dei loro eroi, con pochi orecchini, poco gel tra i capelli e tanto spirito di sacrificio. Erano questi valori a renderti un personaggio stimato.

Nell'occasione della morte, ricordiamo quindi uno di questi eroi: Fiorenzo Magni. E lo ricordiamo con una foto storica, dove è ritratto con la clavicola a pezzi mentre porta a termine una delle ultime tappe del Giro d'Italia, tenendo fermo il manubrio della bicicletta con un filo stretto tra i denti. Non abbandonerà la corsa, finirà il giro portando a termine ancora diverse tappe.

Vai con l'ultima volata Fiorenzo, e porta il tuo esempio nei nostri ricordi!

domenica 26 agosto 2012

Ma da dove viene quel povero Capro??

Al giorno d'oggi, si sa, è necessario un capro espiatorio. Per qualsiasi cosa. Non importa chi sia per davvero il colpevole spesso, perchè alla massa basta avere un volto da denigrare e seppellire in una fossa.

Inutile dire che il pericolo di questo atteggiamento di massa è enorme. Il colpevole potente padrone dei mezzi di comunicazione ha in mano un arma tremenda per insabbiare le sue colpe rigettandole sull'ormai famoso Capro.


mercoledì 16 novembre 2011

La luce in fondo al tunnel

Sul fatto che B. non fosse più il personaggio più indicato per guidare il nostro paese la quasi totalità di chi legge sarà d'accordo. Sul fatto che chi governerà il paese nei prossimi anni compirà il miracolo della resurrezione economica della quale avremmo bisogno pure siamo tutti d'accordo. Cioè tutti concordiamo che probabilmente non ci si riuscirà. Partendo da questi due semplici e banali presupposti, mi preme analizzare ciò che è successo negli utlimi giorni dopo la caduta del governo B e successivamente cosa ci aspetta.