Ad oltre 5 mesi dall'alluvione romagnola ritrovo queste righe scritte di getto sulle note del mio cellulare. Le pubblico qui, insieme alla foto del mio baule in quei giorni, con la speranza di non dimenticarmene.
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Oggi sono stanchissimo. La puzza, il bagnato, la polvere, l'impossibilità di non sporcarsi di quel fango che non è terra bagnata ma rifiuto tossico. I volti delle persone che hanno messo tutto il mobilio di casa sul marciapiede. L'acqua che continua ad uscire dai muri mentre la togli, il dolore fisico represso dalla voglia di aiutare, il senso di colpa di avere la casa asciutta. Una bomba emotiva, fisica e nervosa.
